- 26
- Aug
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Prime indiscrezione relative alla risposta di Windows ad Apple e Google, per quanto concerne il mercato degli smartphone. Il gigante informatico, infatti, ha comunicato alcune notizie importanti, riguardo Windows Phone 7, focalizzandosi soprattutto sui produttori del nuovo dispositivo.
Il gioellino, che avrà il compito di recuperare punti preziosi nei confronti del nuovo iPhone e di Android, dovrebbe arrivare dalle nostre parti non prima del periodo natalizio, anche se, secondo gli ultimi rumors, Windows avrebbe deciso di bruciare le tappe a causa del salto di qualità fatto proprio da Android, dal punto di vista delle vendite, negli ultimi tre mesi. Tornando ai produttori, la lista dovrebbe prevedere Samsung, LG, HTC, Dell e Asus, anche se tra questi, dovrebbero essere Samsung, LG e Asus ad avere la precedenza sugli altri, avendo realizzato i primo prototipi. Altri produttori potrebbero entrare in un secondo momento, dopo l’entrata sul mercato dello stesso Windows Phone 7.
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Finalmente una buona notizia per gli utenti iPhone, decisamente sotto stress nelle ultime settimane, a causa dell’ormai noto Antennagate. Pare infatti che Skype, in primo luogo, stia rilasciando un nuovo aggiornamento relativo alla sua applicazione, che confermerà la possibilità di effettuare chiamate in 3G.
Se questo appariva ormai scontato, lo stesso non si può dire sul modo in cui tale servizio sarà gestibile per gli utenti. Con la versione 2.0.1, più in particolare, l’utente che riceve chiamate potrà evitare di perdere le altre applicazioni nel frattempo aperte, le quali ora finiranno in modo automatico in backgorund.
Qualità sottolineata anche dal responsabile del blogging di Skype Peter Parkes, che parla di un’applicazione capace di supportare multitasking e chiamate sul 3G. L’ultima lieta novella riguarda alcune indiscrezioni che sono trapelate nelle ultime ore, secondo cui il team Skype avrebbe deciso di non introdurre l’abbonamento per quanto concerne le chiamate sulle reti 3G.
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Non deve essere stata di lezione la negativa esperienza del Times in America. Anche da noi, infatti, è stato importato il modello del paywall, almeno per quanta riguarda i contenuti di alcune testate che saranno pubblicati sul web e che riprenderanno le versioni cartacee.
E’ il caso di La Repubblica, che ha deciso di lanciare ufficialmente la propria campagna, proponendo un prezzo di gran lunga inferiore, rispetto a quello utilizzato per la versione cartacea del giornale.
Si parte da 3,5 euro a settimana, con abbonamento attivabile dapprima per i possessori di iPad, i quali, dopo due settimane di prova gratuita, avranno tutti gli elementi per decidere se vale la pena o meno di usufruire del servizio. Entro pochi giorni l’offerta sarà estesa a tutti coloro che avranno accesso alla Rete, anche a chi è ancorato tuttora al “vecchio” pc. Basterà il prezzo competitivo a fare la differenza rispetto al Times?
- 25
- Aug
Polemiche e critiche, ma Apple cresce sempre di più

Antennagate? Polemiche a non finire su Apple? Niente di tutto questo sembra essere in grado di arrestare la marcia di Apple, che ha vissuto un periodo letteralmente da record, durante il secondo trimestre del 2010. I numeri parlano chiaro: tra aprile e giugno l’utile netto è stato pari a 3,25 miliardi di dollari, a fronte dell’1,83 dello stesso periodo per quanto concerne il 2009.
La spinta principale per innescare questo trend pazzesco è giunta sia dai pc, che hanno conosciuto una crescita pari al 33%, sia dagli iPhone, mattatori assoluti con più di 8 milioni di dispositivi venduti in questo arco di tempo e un incremento del 61% nel proprio micro mondo.
Apple, comunque, non pare intenzionata a sedersi sugli allori e per bocca del suo indiscusso leader, Steve Jobs, ha annunciato che entro la fine del 2010 nuovi prodotti irromperanno sul mercato, probabilmente facendo venir meno altri equilibri.

Il paywall, tanto voluto da Rupert Murdoch, non funziona, almeno per ora. E’ questo l’esito di uno studio portato avanti da The Guardian, che deve aver goduto non poco nel riscontrare come il traffico e le entrate (dal web) del Times siano letteralmente crollate nel corso delle ultime settimane.
Se lo stesso Times, durante la fase di pianificazione, aveva previsto un calo del 66% ella propria utenza, a causa dell’introduzione del nuovo sistema che prevede il pagamento di un piccolo canone per restare sempre aggiornati, i dati forniti dal suo concorrente sono decisamente più neri.
Addirittura nove utenti su dieci avrebbero deciso di destinare altrove il proprio tempo, con una perdita significativa della quota di mercato. Se ad inizio 2010 il Times riusciva a far convergere sul proprio sito più del 25% dell’utenza che ama aggiornarsi, adesso la situazione è nettamente cambiata, con un valore sceso addirittura al 4%.
- 25
- Aug
Firefox, aumenta la taglia per chi scopre falle

Era già capitato che un colosso nel settore informatico facesse appello all’utenza per migliorare il servizio offerto, ma probabilmente non ha precedenti l’iniziativa di Firefox, che ha letteralmente messo una taglia a favore di chi sarà in grado di scoprire una falla sulla sua nuova versione.
Si tratta dell’evoluzione della politica poi rinominata “Security Bug Bounty”. In sostanza, se Firefox in passato aveva già garantito dei piccoli premi agli utenti più meritevoli, ora non si può non sottolineare che la taglia è salita a livelli importanti, vale a dire 3.000 euro.
Lo scopo principale di Firefox, oltre ovviamente a migliorare il proprio prodotto, è evitare che i potenziali programmatori in grado di individuare tali falle, pubblichino in rete notizie, con tanto di dettagli, in grado di far crollare la reputazione del browser, ancor prima del suo lancio ufficiale. Insomma, un piccolo costo per raggiungere due obiettivi in un’unica soluzione.

Non poteva certo mancare la replica di Samsung a Steve Jobs e in generale ad Apple, dopo la conferenza stampa tenuta dal leader del gigante di Cupertino nella giornata di venerdì. Jobs, infatti, tenendo la linea del “mal comune, mezzo gaudio”, aveva citato RIM, Nokia, HTC e, appunto, Samsung, ree di avere di aver prodotti dispositivi con problematiche simili all’iPhone 4, per quanto concerne la ricezione.
In particolare, era venuto fuori un problema simile con Omnia 2, ma Samsung, a differenza di HTC (che aveva parlato solo di numeri inferiori di lamentele, rispetto a quanto avvenuto in casa Apple), è andata più nel dettaglio, spiegando come non sia possibile che lo smartphone possa far riscontrare le stesse problematiche dell’iPhone 4. In particolare, un suo portavoce ha fatto sapere che l’antenna è posizionata nella parte inferiore del dispositivo, a differenza del prodotto di casa Apple, collocata in basso a sinistra.

Articolo scritto il 19/7/2010. La conferenza stampa indetta da Apple venerdì scorso ha lasciato degli strascichi non solo tra il pubblico e soprattutto gli utenti, che da adesso avranno la possibilità di ottenere il rimborso totale per l’acquisizione dell’iPhone 4, o, in alternativa, di ricevere una custodia in grado di limitare i problemi di ricezione del dispositivo. Il tutto a patto che l’oggetto in questione sia stato acquistato negli ultimi 30 giorni.
Steve Jobs, più in particolare, ha deciso di menzionare anche la concorrenza durante l’evento di tre giorni fa, suscitando le reazioni di tutti. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato HTC, che ha risposto in modo piuttosto seccato al paragone sollevato da Apple. A parlare è stato il PR Manager, vale a dire Eric Lin, che ha insistito soprattutto sulle differenze, in termini percentuali, tra le lamentele delle rispettive utenze: 0,016% di HTC, contro un significativo 0,55% per l’azienda di Cupertino.

Comincia una nuova settimana e un’altra problematica si affaccia all’orizzonte per il social network Facebook. Dopo le numerose critiche sopraggiunte da mezza Europa, per quanto concerne la tutela della privacy, pare che Mark Zuckerberg ha preso sottogamba anche un’altra questione, vale a dire quello dei fantasmi presenti sulla piattaforma.
No, non esiste nessun fenomeno paranormale su Facebook. Semplicemente il software ancora oggi consiglia ai suoi utenti amicizie con persone che sono decedute, suscitando così l’indignazione di chi si ritrova sulla propria home page suggerimenti decisamente fuori luogo.
Non è la prima volta che si pone la questione allo staff, dunque consapevole del disagio procurato agli iscritti, ma fa riflettere come l’emergere di una nuova polemica ancora non abbia fatto sì che si potesse venire a capo di una vicenda poco felice. Se a questo si aggiunge che l’età media degli utenti iscritti a Facebook è in aumento, si può comprendere la delicatezze del problema.

Articolo redatto il 18/7/2010. E’ un periodo importante in casa Firefox. Il primo vero concorrente di Internet Explorer, sta per lanciare una nuova versione Beta del browser ed entro pochi mesi saranno diffusi sul web diversi plugin, che consentiranno di personalizzare al massimo il proprio strumento di navigazione.
E’ proprio a proposito dei plugin, tuttavia, che Firefox ha voluto lanciare un monito per i suoi utenti, quasi a prevenire possibili problemi che potrebbero presentarsi in futuro.
Il riferimento è ad un’estensione specifica, vale a dire Mozilla Sniffer, che consente di intercettare dei dati di collegamento di alcuni siti Internet, facendo sì che questi possano giungere direttamente al suo sviluppatore. Immediata la reazione di Firefox, che ha inserito il plugin nella sua black list e invitando coloro che hanno già installato l’estensione a cambiare le proprie password.
Si tratta comunque di una falla non di poco conto, considerando soprattutto che quasi 200 mila utenti sono a rischio.








