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Finalmente! Non ne potevamo proprio più! Di cosa sto parlando? Della chat di facebook, veramente pessima, oltre ai tanti problemi che da bloccandosi continuamente è anche assolutamente brutta e brutte sono tutte le faccine che si possono inserire.
Finalmente è stata annunciata la svolta, i canali ufficiali di facebook hanno infatti comunicato l’imminente cambio della chat e cosa ancor più bella non supporterà Internet Explorer 6.
Tutti i retrogradi e gli sbadati che utilizzano ancora il pessimo browser IE6 saranno finalmente costretti a migrare verso altro o quantomeno ad aggiornare IE alla versione 8, non facendo ciò non potranno utilizzare la tanto attesa nuova chat, quindi se ancora non lo avete fatto cominciate a dare un’occhiata ai browser alternativi a IE come Firefox, Chrome o Opera!
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Il nostro Facebook è sicuramente una delle pagine che più frequentiamo su internet ogni giorno, però che monotonia!!! Sempre gli stessi colori, sempre lo stesso tema, ma da oggi possiamo personalizzarlo al massimo grazie a PageRage, un’applicazione online gratuita che permette di applicare alla nostra pagina Facebook uno dei tanti sfondi disponibili.
Semplicissimo da utilizzare, una volta effettuato il login del nostro account Facebook, basterà cliccare qui ed andare su PageRage, navigare fra i centinaia di temi disponibili, quando avremo trovato quello che fa per noi non resterà che cliccare su “Select” ed installare un piccolo e leggerissimo plugin, fatto questo avremo il nostro nuovo sfondo e potremo cambiarlo tutto le volte che vorremo semplicemente con un click.
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Comincia una nuova settimana e un’altra problematica si affaccia all’orizzonte per il social network Facebook. Dopo le numerose critiche sopraggiunte da mezza Europa, per quanto concerne la tutela della privacy, pare che Mark Zuckerberg ha preso sottogamba anche un’altra questione, vale a dire quello dei fantasmi presenti sulla piattaforma.
No, non esiste nessun fenomeno paranormale su Facebook. Semplicemente il software ancora oggi consiglia ai suoi utenti amicizie con persone che sono decedute, suscitando così l’indignazione di chi si ritrova sulla propria home page suggerimenti decisamente fuori luogo.
Non è la prima volta che si pone la questione allo staff, dunque consapevole del disagio procurato agli iscritti, ma fa riflettere come l’emergere di una nuova polemica ancora non abbia fatto sì che si potesse venire a capo di una vicenda poco felice. Se a questo si aggiunge che l’età media degli utenti iscritti a Facebook è in aumento, si può comprendere la delicatezze del problema.

Ancora guai in vista per Facebook. Il popolare social network sarà costretto nei prossimi mesi a fronteggiare una causa che potrebbe dare più di un grattacapo a Mark Zuckerberg.
Il fondatore della piattaforma, infatti, nel 2003 avrebbe allacciato rapporti con Paul D. Ceglia, grafico newyorkese al quale era stato commissionato il rifacimento del layout del sito.
Secondo quest’ultimo, più in particolare, esisterebbe addirittura un contratto, dove si afferma che Zuckerberg, in cambio, si impegna a garantire al partner 1.000 dollari, oltre al 50% delle azioni di Facebook e, ancora, un ulteriore 1% per ogni giorno impiegato dallo stesso Ceglia per portare a termine il lavoro.
Alla luce dei 34 giorni intercorsi per migliorare l’aspetto estetico dell’allora neonato sito, al grafico, dunque, spetterebbe addirittura l’84% delle azioni del social network. In altri termini, stiamo parlando di qualcosa come 6,5 miliardi di dollari. Il giudice Thomas Brown per adesso ha imposto al marchio di non trasferire beni all’esterno.

Nuova concorrenza in arrivo per Facebook, almeno per quanto concerne i videogame online. Uno dei suoi principali prodotti, vale a dire Farmville, che conta qualcosa come 80 milioni di utenti, è ufficialmente passato ad un rivale sempre pericoloso quando decide di entrare in un nuovo mercato, vale a dire Google. I vertici di Mountain View, più in particolare, hanno deciso di acquistare, alla modica cifra di 100 milioni di dollari, i diritti del gioco diffuso dal social network, chiudendo direttamente con il suo fondatore, ovvero Mark Pincus di Zynga.
Il progetto, però, è molto più grosso e, se vogliamo, più preoccupante di quanto non sembri per Mark Zuckerberg. Google ha infatti intenzione di creare, con l’ausilio di Pincus, una vera e propria piattaforma di videogame online, che risponderà al nome di Google Games, allo scopo di prendere possesso di un settore finora dominato dal social network più utilizzato dalle nostre parti.

Ancora problemi all’orizzonte per Facebook. Sembrava che la questione privacy per il social network fosse definitivamente archiviata, grazie anche agli aggiornamenti apportati alla piattaforma nelle ultime settimane, con utenti più consapevoli nel rilasciare i propri dati.
La polemica sorta in Germania nelle ultime ore, però, non è di poco conto, soprattutto se dovessero essere confermate le indiscrezioni. In particolare, alla luce della caratteristica di Facebook, che invita i nuovi utenti iscritti a condividere con il portale la propria rubrica e-mail, per poi far scattare comunicazioni dirette agli stessi indirizzi (allo scopo di farli entrare in questo mondo), pare si siano registrati casi in cui tali dati siano stati trattati in modo non lecito dal team di Zuckerberg.
Addirittura è stata sollevata l’ipotesi che parte di questi db siano stati ceduti a società terze a scopi puramente commerciali. Il team di Facebook ha tempo fino all’11 agosto per assumere una posizione ufficiale.

Quella di taggare i propri amici nelle foto su Facebook è ormai pratica consolidata dagli oltre 500 milioni di utenti iscritti al social network. In tal senso, però, Mark Zucjerberg si appresta ad introdurre una novità importante e che potrebbe velocizzare non poco l’intero processo, grazie soprattutto alla tecnologia messa a disposizione da Divyshot. Si tratta, più in particolare, di un sistema che consente di individuare immediatamente i volti umani nelle foto.
In questo modo la procedura sarà dimezzata, in quanto il “taggatore” dovrà limitarsi ad associare al volto in questione semplicemente il suo nome, senza dover procedere al lungo e fastidioso ritaglio “fisico” della foto. Ovviamente si tratta di un qualcosa di estremamente complesso dal punto di vista tecnico e che ancora oggi risulta essere in fase sperimentale, ma, stando alle ultime indiscrezioni, sembra proprio che Facebook voglia andare fino in fondo in questa storia, garantendo un ulteriore servizio all’utenza.

Sembra quasi il racconto di un film americano quello che ha visto protagonista la spia russa Anna Chapman, arrestata nelle ultime ore proprio a Manhattan. Nella Grande Mela ha suscitato grande scalpore la notizia, anche perché la donna, 28 anni con tanto di laurea in Economia, aveva allacciato rapporti con uno dei professori più famosi della New York University, vale a dire il Dottor Doom, alias Nouriel Roubini.
Il tutto, va precisato, sarebbe avvenuto principalmente sul web, con Roubini che sarebbe entrato in contatto con la donna attraverso Facebook. Finito nell’occhio del ciclone, il diretto interessato ha negato di aver mai avuto incontri, o comunque conversazioni, con la protagonista di questa bizzarra storia. Quasi a rafforzare la sua presa di posizione, allo scopo di negare qualunque tipo di contatto con la Chapman, Roubini si è affrettato a precisare come abbia cancellato immediatamente la russa appena ha appreso le motivazioni del suo arresto.

Mark Zuckerberg, leader di Facebook, è stato intervistato da Repubblica, affrontando diversi argomenti, che, per forza di cose, finiscono sempre con il coinvolgere la sua creatura. Al dì là del racconto sulle origini di quello che resta il social network più utilizzato dalle nostre parti, oltre che le impressioni sulle sue prospettive (secondo Zuckerberg, Facebook ha caratteristiche che non lo faranno passare di moda molto presto), uno dei temi principali resta quello della privacy.
In tal senso, pur senza mai tirare l’acqua verso il proprio mulino, o quantomeno senza farlo in modo esplicito, Zuckerberg ha portato avanti la propria difesa, mettendo in piedi un confronto tra più generazioni, sottolineando come il concetto di privacy sia nettamente cambiato rispetto alla generazione che lo ha preceduto e come sia destinato a cambiare ulteriormente nella percezione di chi attualmente ha 14 anni. La tutela degli utenti, resta comunque vitale nella sua scala di priorità.

Una delle ultime frontiere del web è la manifestazione della propria gelosia, attraverso la creazione di una nuova identità su uno dei social network attualmente in utilizzo. Pur considerando il fenomeno “made in Italy”, non è difficile immaginare che in un contesto simile tutto il mondo diventi paese.
Lo studio, più in particolare, è stato portato avanti dall’Adnkronos Salute, che sull’argomento ha ascoltato, Federico Tonioni, vale a dire il coordinatore dell’ambulatorio dedicato all‘Internet Addiction Disorder. E’ interessante in primis sottolineare come secondo Tonioni questo genere di target sia rappresentato da uomini di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Cosa succede nello specifico? Dopo la creazione della nuova identità, si cerca subito di stringere amicizia con la persona che si ama. Da quel momento partono domande, se non addirittura proposte, atte a capire quale sia la propensione della donna verso l’altro sesso. Quantomeno si risparmia sui detective privati.









